EXPO 2015: Cronaca di una morte annunciata

So che dare addosso all’Expo2015 è come sparare su uno che caga (scusate il francese), ma visto che stanno venendo fuori le tonnellate di fango su cui si sta costruendo questa mastodontica fiera dell’Italietta che vuole fare l’internazionale, vorrei riportare alla luce un divertente (?) episodio successo a me fra queste pagine. Il 19 febbraio avevo ripubblicato su Kiss The Translator un intervento blog di No Peanuts for Translators (link qui, e qui in italiano). I colleghi di No Peanuts segnalavano le garrule baggianate che stavano succedendo esattamente dodici mesi or sono durante le assegnazioni della traduzione dei contenuti Expo, multimediali e non. Sito internet, volantini e compagnia bella appaltati a un’agenzia che magari pagasse in peanuts. Ma magari.

tumblr_mzq168GiKq1s0jlsyo1_500Diciamo così: è da un anno che noi traduttori sapevamo che la nave Expo stava affondando in un mare di m…elma, dal punto di vista linguistico e traduttivo. Solo che un po’ noi siamo dei fighetti, un po’ alla gente non è che gliene freghi tanto del sontuoso processo che si nasconde dietro la resa di un testo in un altra lingua, alla fine non se ne è fatto niente. E voilà, è arrivato il 2015, e l’Expo parte con traduzioni degne del miglior Totò noio vulevont savuar. La cosa veramente simpatica è stata però la comparsata di tale Dena Hayes, Director of Business Development di Translated.net, la filibustiera agenzia in questione. La signora Hayes ha infatti preso la parola in area commenti qui su Kiss The Translator per cercare di rettificare la posizione della sua agenzia nella collaborazione con Expo. Con risultati a dir poco osceni.

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Potete leggere il nostro scambio in lingua originale in fondo a questa pagina, o la traduzione qui sotto:

Al nostro team è dispiaciuto enormemente leggere questo articolo, e vorremmo chiarire alcuni equivoci: – La traduzione di EXPO 2015 non è ancora stata appaltata (la scadenza per le domande è il 28/02/2014). Non abbiamo ancora presentato la nostra candidatura né inviato preventivi riguardanti questo appalto. – I prezzi preventivati nella documentazione originale di EXPO 2015 sono i prezzi massimi permessi, e non sono rappresentativi dei prezzi di competizione richiesti per vincere un bando. – Il settore della traduzione è per sua natura un settore molto competitivo. Come agenzia, noi ci presentiamo con un margine molto basso alle gare di appalto, per poter vincere contratti pluriennali con le organizzazioni più importanti, e farli vincere anche ai nostri traduttori. – I nostri traduttori vengono pagati a parola, non “a cartella”, e i prezzi offerti ai traduttori nei nostri processi di selezione oscillano fra 0.04 e 0,14 cent a seconda delle combinazioni linguistiche, dell’argomento della traduzione e delle possibilità demografiche locali. – Sono i nostri traduttori a dire a noi quante parole possono tradurre ogni giorno, non il contrario. – Assegnare ai traduttori progetti di grandi dimensioni e con tempi molto ristretti per poi revisionarli successivamente è una pratica “comune”, non “sospetta”. In molti progetti si tratta di una vera e propria necessità. Durante la selezione, spieghiamo chiaramente ai traduttori le condizioni di pagamento, assumendoci anche il rischio di rilasciare informazioni sensibili ad altre agenzie di traduzione riguardo al nostro listino. Abbiamo vinto o perso molte gare d’appalto sulla base dei prezzi che abbiamo applicato, negli ultimi due anni, quindi possiamo dire che i nostri prezzi sono allineati a quelli del mercato. Chiedo che l’autore dell’articolo cancelli i nomi delle mie colleghe Debbie e Elena, e li sostituisca con il mio nome e indirizzo e-mail, visto che sono stata io a formarle e a insegnare loro a selezionare i traduttori per la nostra agenzia. Non ci aspettiamo di accontentare tutti, ma il nostro lavoro è quello di vincere appalti e, di conseguenza, fornire buone condizioni di lavoro ai nostri traduttori al miglior prezzo possibile. Se ci fossero traduttori interessati a lavorare con noi, possono registrarsi a questo link: http://www.translated.net/top e inviarmi una mail dopo aver completato il profilo.

Cordiali saluti

Dena Hayes

Best regards,

Dena Hayes Director of Business Development Tenders Department dena@translated.net

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***

Gentile Dena,

Grazie per la Sua risposta e per aver chiarito i dettagli scorretti di questo post. Non essendo io uno degli autori, non posso eliminare il nome dei Suoi colleghi, mi dispiace molto. Tuttavia, ho riflettuto molto sul Suo commento, chiedendomi se dovessi cancellare il post rebloggato oppure no. Ancora non ho deciso, ad essere sincera. Ci sono un paio di cose che mi suonano piuttosto bizzarre, e vorrei approfittare di questa opportunità per farglieli notare. – A Suo dire, il mercato delle traduzioni è un settore molto competitivo, e sono assolutamente d’accordo. Ad ogni modo, sappiamo che le traduzioni di qualità hanno un prezzo (letteralmente). Ho partecipato a gare d’appalto nelle quali persone con conoscenza linguistica limitata o nulla sono state scelte al posto di traduttori professionisti perché si facevano pagare meno. Questo è umiliante sia per noi e che per il settore, e penso che voi agenzie di traduzione non dovreste incoraggiare questo circolo vizioso. Certamente, anch’io vi farei pagare meno per un lavoro da idraulico, ma penso che nel giro di poche ore si vedrebbero i miei risultati. Magari giorni, visto che sono piuttosto brava a fare i lavori di casa, piccole gioie di vivere da sola. – La spiegazione “il mercato è così” non è affatto una spiegazione. Ho lavorato per anni con clienti che pagavano praticamente nulla, e come Le ho già detto, è umiliante. Non è così che dovrebbe essere il mercato. Con tutte le parole che vengono spese su come cambiare le condizioni di lavoro, sentirsi dire da un’agenzia grande come la Sua “eh ma il mercato è così” è davvero preoccupante. Selezionare i migliori traduttori e pagarli adeguatamente vi farebbe ottenere il team migliore del mondo, e sapete meglio di me che i clienti capiscono la differenza fra qualità bassa o alta. Molte agenzie di traduzione vendono l’utopia di “economico+veloce+di qualità”, e alla fine questo si ripercuote sui traduttori. Per cui penso che abbiamo tutti i diritti di lamentarci e di segnalare situazioni potenzialmente problematiche. tumblr_mzhxjuEbGK1rvirvyo2_500– Quello che dice riguardo alle vostre tariffe mi incuriosisce. Mi sono iscritta alla vostra piattaforma qualche tempo fa, e quando ho inserito le mie tariffe, il sistema mi ha suggerito di abbassarle a 0,02 centesimi a parola per aver maggiori opportunità di ricevere lavori. Stavo passando un periodo davvero difficile, quindi le ho abbassate a 0.02 centesimi a parola. Non mi è arrivato niente. Non mi è stata nemmeno data una prova di traduzione, niente. Potrei essere una pizzaiolo (senza offesa per i pizzaioli) senza la più pallida idea di quello che faccio, e verrei scelta perché faccio pagare 1/4 del prezzo che dovrei, considerando il mercato locale. Le pare che abbia senso? E non mi metto a frignare su quanto le agenzie dovrebbero fare differenze fra i mercati locali, o perlomeno continentali, perché diventerei io la sognatrice. Ma devo dire che invidio veramente i vostri traduttori pagati 0,14 cent a parola, e io normalmente non sono una persona invidiosa. C’è del marcio in questo settore, e tutta questa mia filippica vale meno di una goccia nel mare, ma purtroppo faccio parte di quel mucchio di persone romantiche che continua a sperare e a lavorare per migliorare le cose. Se non divento più realista un giorno di questi muoio di fame, però mi dispiace, non ho intenzione di svendere la mia dignità, compresa quella professionale, per noccioline. Spero di non essere stata troppo offensiva. Sono contenta di aver avuto la chance di parlare direttamente con il direttore del business development di una delle agenzie di traduzioni più famose del mondo, non capita certo tutti i giorni. Cordiali saluti

Kind regards

Wendy kissthetranslator@gmail.com

E si conclude così lo scambio fra me e la signora Hayes, della quale non ho più notizie dal 19/02/2014. Vorrei far capire a chi legge (e magari non sa che diavoleria siano le cartelle/parole/accidenti vari) che pur non avendo noi un albo, abbiamo un’associazione di categoria (AITI) che stabilisce i prezzi minimi da imporre per non fracassarci il mercato a vicenda, e il minimo a parola è 0.06€, per quanto comunque pochi di noi lavorerebbero mai per quella cifra. Il prezzo minimo a cartella è 15-18€, una cartella corrisponde a 1500 battute e a circa 250 parole. Un traduttore traduce in media una cartella all’ora. In una giornata di 8 ore, un traduttore che lavora per Expo2015 guadagna 40€. Un traduttore che NON lavora per Expo2015, ne guadagna MINIMO 120. Vorrei anche specificare che le traduzioni sono state eseguite senza ombra di dubbio da gente con livello linguistico più basso di quello di uno studente di traduzione al primo anno. Con TRE degli errori presenti nelle pagine del sito, noi venivamo bocciati. I soldi che girano a Expo2015 non giustificano una spesa minimamente decente per un sito internet? Non c’era nemmeno uno sbarbatello diciannovenne con un bilingue cartaceo a cui affidare la traduzione di “MAX MAIS, the blue MAIS“? Che strano, eppure di soldi per cretinate neanche sempre legali mi era parso ce ne fossero. Vabbè, magari qualche vecchio brianzolo che viene a farvi l’interprete italiano-dialetto lo trovate. Chi non sarebbe attratto dalla prospettiva di farsi un’esperienza di lavoro volontario presso la più grande fiera del mondo per dare lustro agli investimenti di don Vito Corleone and friends, del resto.

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Buon Expo2015 a tutti.

*

Wendy ERRATA: Si specifica che le tariffe riportate nel presente articolo NON sono le tariffe ufficiali di AITI, che non le diffonde dal 2004 in ottemperanza alla Legge 287/90. Quanto sopra riportato rappresenta per sommi capi l’esperienza personale maturata in diversi anni di carriera mia e di altri colleghi. Ringrazio sentitamente Sandra Bertolini per la precisazione.

9 thoughts on “EXPO 2015: Cronaca di una morte annunciata

  1. Io, infatti, da anni non faccio praticamente più traduzioni, perché non sono disposto a lavorare *a qualsiasi prezzo* pur di lavorare!! Lavorino pure gli incompetenti per noccioline e i risultati poi li leggiamo quasi ovunque…

    Anni addietro, facevo parte anch’io di AITI (ammesso per esame) e anche di IoL e ITI in Inghilterra, ma poi il mercato è stato completamente rovinato da intermediari che offrivano ai miei clienti nord-europei tariffe DA FAME, praticate, immagino, da traduttori italiani che vivevano ancora coi genitori! In Italia.

    SIC TRANSIT GLORIA MUNDI!

  2. Pingback: Expo 2015 Milano: un trionfale fallimento web - Stylology.it

  3. Cara Chiara,

    se non Le dispiace in merito a quanto ha riportato vorrei solo evidenziare che quando dichiara “abbiamo un’associazione di categoria (AITI) che stabilisce i prezzi minimi da imporre per non fracassarci il mercato a vicenda, e il minimo a parola è 0.06€, per quanto comunque pochi di noi lavorerebbero mai per quella cifra.”, quello che dice non corrisponde a verità in quanto, forse non lo sa, ma il tariffario non è più pubblicabile dal 2004 su richiesta dell’Antitrust in ottemperanza alla Legge 287/90 a seguito di procedura dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
    Questo corrisponde a una generale tendenza in cui non vengono più riconosciuti per legge i minimi tariffari neanche per le professioni ordinistiche.

    Quello che comunque AITI ha sempre cercato di fare è aumentare la consapevolezza di chi lavora in questo campo in modo da ottenere un giusto compenso in merito al lavoro effettuato tenendo conto della professionalità di chi appunto fornisce un servizio di questo tipo. L’associazione non può certo stabilire nulla per la categoria, ma sicuramente insieme si possono ottenere risultati se tutti insieme si punta all’obiettivo appunto di un riconoscimento di questa professionalità necessaria allo svolgimento del nostro lavoro e all’ottenimento di quello che appunto definiamo un equo compenso.

    La ringrazio dell’attenzione
    Sandra Bertolini
    Presidente AITI

    • Gentilissima Sandra,

      La ringrazio infinitamente per il Suo intervento. Ci tengo a precisare che correggerò il mio post il prima possibile per evitare di far passare i prezzi come “imposti” da AITI. Si è trattato di una mia errata scelta lessicale, in quanto so bene che non imponete niente ma suggerite i comportamenti virtuosi che sarebbe opportuno mantenere per non danneggiarci a vicenda, anche dal punto di vista delle tariffe.

      Ne approfitto, a questo punto, per domandarLe due cose. Che tipo di voce ha in capitolo AITI riguardo a quanto sta succedendo? So che fattivamente non c’è modo di impedire la pubblicazione di contenuti tradotti male, ma considerati i riflettori mediatici puntati sull’Italia in questo periodo, credo che l’intera categoria ne stia uscendo piuttosto malconcia. In un panorama internazionale in cui è già difficile proporsi all’estero perché “i traduttori italiani sono inaffidabili”, episodi del genere secondo me richiederebbero una presa di posizione chiara.
      In secondo luogo, online sono presenti le tariffe di massima dei traduttori, nella pagina di tariffometro.it. Su questa pagina vengono riportate tabelle non ufficiali ottenute dall’aggiornamento delle tabelle pubbliche AITI pre-2004. Come ho già detto, correggerò al più presto la dicitura riguardante il Vostro coinvolgimento diretto nella segnalazione delle tariffe minime, tuttavia, al di là di questa mia imprecisione, rimane il fatto che i nostri tariffari di massima sono già diffusi e consultabili.

      Non voglio passare per la paladina della categoria, ho semplicemente riportato un episodio piuttosto infelice e a mio avviso emblematico successo a me in prima persona. Spero di non aver sollevato un polverone esagerato.

      La ringrazio infinitamente per essersi disturbata a contattarmi e Le auguro un buon proseguimento!

      Chiara

  4. Pingback: La traduzione di Expo 2015 | Babele Liberata

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