Mens Sana in corpore sano (Memorie di una Ninja reboot)

Questa settimana a Bologna si è tenuta l’edizione 2014 di Sana, l’evento sull’alimentazione biologica e ammennicoli vari ad essa legati. O almeno questo è stato quello che sono riuscita a capire mentre facevo accredito internazionale al front desk dell’Interational Buyers Lounge, pad. 34, corridoio G. Un evento che, oltre a una serie di picchi adrenalinici che mi hanno tenuto sveglia fino a ore imprecisate della sera nonostante la sveglia alle 5.45 (interpretation is a drug), ha sollevato in me tante, tante domande.


Sana2014

Prima di tutto su me stessa. Come mai nel mondo degli interpreti (e dei ninja) si è convinti che la professionalità passi dal tubino e dai tacchi 12? La mia, di professionalità, è stata costruita a colpi di tazze di caffè in pigiama e con la magliona della pecora comprata al Goldsmiths College di Londra. Intuisco che non sia la migliore delle tenute quando il lavoro prevede di vedere in faccia le persone, però insomma, mi sfugge come la décolleté nera possa aiutarmi a parlare meglio nelle mie varie lingue straniere. Non è un discorso femminista, figurarsi, è che non mi sento il terzo dito del piede sinistro da tre giorni, e un po’ di crimine mi sta anche salendo.

Rimanendo sempre in tema, vorrei spezzare una lancia in testa a quelli che preparano le divise delle suddette interpreti e ninja, perché il fazzoletto color Muerte #5 by Renato Balestra legato a strangolino intorno al collo non fa professionale. Fa schifo. E il 100% poliestere quando in fiera non va l’aria condizionata e tu non puoi toglierti la giacca è un omicidio bello e buono. Mi sta anche venendo il sospetto che si tratti di uno spietato processo di selezione del personale, se non ti vengono eczemi, sfoghi cutanei o strani fenomeni di soffocamento, magari ti chiamano anche per Cersaie.

barbie-group

Oppure. Perché non potevo avere una memoria normale come le persone normali, ma per dire biologico in inglese devo pensare ai cassonetti marroni dell’organico? E perché invece in inglese coreano organic si dice bio come la biografia? Lo vogliamo far diventare una variante linguistica a sé stante, per favore? E perché quando facevo trattativa mi hanno fatto imparare tutti i cereali TUTTI tranne la colza? Ha un’utilità reale, la colza, a parte rendere giallissimi i campi a fine maggio? Ne siamo sicuri? E come mai la mia cara, vecchia trattativa è passata da trattativa bilateraleB2B, che sembra una tipologia di accommodation alberghiera con doppia colazione? Perché i miei colleghi hanno sbroccato male per la B2B, ma per la trattativa erano tranquillissimi?

Colza

Ma questi sono solo alcuni dei fenomenali quesiti che il magico mondo dell’alimentazione sana ha sollevato in me e nelle mie colleghe. Altri riguardavano, per esempio, il suonatore di campane tibetane in quarzo, nostro vicino di stand, che ci rintronava ogni tre-quattro minuti con questo suono a suo dire favolosamente meditativo simile al microfono che fischia, il quale oltretutto ha fatto tante meraviglie quando gli abbiamo ingiunto di smetterla prima di trovarsi la campana in orifizi poco consoni. O il grande mistero del mangime vegan per cani e gatti, tipo stai purgando dolosamente il tuo gatto, ti cagherà come un leone sul tappeto e alla prima occasione andrà a divorare un’intera popolazione di passerotti in giardino. O il libro Bimbi Veganche ha fatto passare perfino a me la voglia di andare a portare il biglietto da visita; o la sublimità della salsa quattro formaggi, sempre vegan, che intendere non può chi non la prova. Insomma, grande rappresentante dell’anno, la cucina vegan, con sommo dispiacere per gli amici celiaci che fanno so 2013.

save-a-plant-eat-a-vegan

Per concludere in pazzia, vi lascio con la lista delle meglio comparsate al bancone, tralasciando la quantità di peli ascellari muliebri passati davanti ai miei occhi, sulla quale mi sono già lamentata in forma privata.
Evviva i traduttori, abbasso gli interpreti.
(Just kidding. But seriously.)

***

– Buongiorno salve, c’è una spa qui?

– Salve scusi, avete delle lampade elettriche?

– …ma voi mica vendete dei trolley?

– Stavo cercando le coltivazioni da terrazzo
+ Signora guardi non lo so, non voglio grane.

– Mi sapete dire dove sono le macchine per le vibrazioni?
+ Eh signora, le vibrazioni, brighella

– Sa dove sono gli orsi di Polonia?
+ In Polonia.

– Sentite, il tappeto è arricciato, dobbiamo chiamare la sicurezza perché la gente ci inciampa, venite subito a sistemarlo.

– Stavo cercando gli assorbenti biologici

Dov’è l’export?
+ Signore, gentilmente, siamo in una fiera, il 50% di quello che vede è export…

Dov’è Pierpaolo?

– Sa dove sono i vestiti da sposa?

– Buongiorno.
+ Buongiorno.
– Siamo qui per votare per la novità migliore.
+ Ho piacere, votate bene eh…

4 thoughts on “Mens Sana in corpore sano (Memorie di una Ninja reboot)

  1. Non sono una veterana delle fiere ma ne ho vissute una buona quantità. Nel tuo post mi ci sono riconosciuta da matti, fazzolettino a strangolo incluso (una volta so che ne è andato perso uno ed è nato un mezzo caso diplomatico… quindi per sicurezza NON PERDERLO MAI).
    Quello che posso dire è che le decolletés sono prodotto del diavolo (a meno che non vengano utilizzate a scopo rimorchio potenziali partner, ovviamente del sesso che preferisci) e che dopo averci provato e riprovato (e sinceramente, ci ho provato) ho deciso di bandirle dal mio kit dell’interpretedifieraperfetta in favore di una squadra di ballerine che cambio rigorosamente ogni giorno per non affaticare i piedi (che tanto si affaticano lo stesso). Mi vengono imposte? Rispondo con un sorriso – Sì certo non mancherò, e me ne frego. L’alternativa è: – Ma siete sicuri che sia saggio lasciarmi in mano una potenziale arma contundente???
    Concludo dicendo grazie di esistere, il tuo blog è veramente spettacolare!

    • Ahahah il Curioso Caso dello Strangolino Perduto, ci scriverò un racconto! Comunque il male delle scarpe un po’me lo merito, non sono mai voluta scendere dai tacchi per fare la fenomena, e adesso la pago. Ballerine nell’alto dei cieli.
      Sono contentissima che il blog ti piaccia, grazie a te, davvero!🙂

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