Bella, non ti passa più


Io credo di essere nata editorialista. Dico “credo” perché ancora non ho capito cosa vorrei fare da grande, né a quale età dovrei smettere di usare l’espressione “da grande”, quindi nel dubbio prego san Girolamo e vado avanti per la mia strada. Che però, inevitabilmente, è costellata di traduzioni che non hanno nemmeno un briciolo della gloria che attendiamo dal mondo della letteratura. Questo per il semplice motivo che non ho ancora perso il vizio di mangiare due-tre volte al giorno, anche se ci sto lavorando. E purtroppo se non infili qualche manuale tecnico, qualche traduzione legalizzata o qualche altra mostruosità di questo genere nel tuo palinsesto professionale, il pane in bocca non te lo metti.
7pepl
Da editorialista quale mi sono annunciata, questa cosa è un po’una sofferenza, per quanto un male necessario. La creatività che naviga nel nostro cervello assumendo ora la forma di bella traduzione, ora di soave canto alle tre del mattino, talvolta di nottate intere passate a dipingere e ad incollare foglia d’oro su miniature grandi quanto i frammenti del touch del mio cellulare (e due), e talvolta ancora di miriade di cupcakes decorati a fragoline, nelle stringhine azzurrine di Trados ci sta proprio stretta. Ma ahimé, lo spirto guerrier ch’entro ci rugge ha da adattarsi anche agli stretti spazi del conteggio caratteri, anche se spesso e volentieri questo succede in maniere quantomeno rocambolesche come quella che vi sto per descrivere.

DISCLAIMER: Conosco anche traduttori dei più affermati i quali invece, riconoscendosi lo stesso grado di creatività di un fermacarte, passano la vita ad avvitare o svitare tasselli da muro e devices di varia specie e natura in tutte le lingue del mondo come se non ci fosse niente di più bello o facile da fare nella propria esistenza (e per loro lo è davvero, bello e facile). Posto che vi invidio tenacia e costanza (oltre a una lunga serie di cose che catalogheremo sotto l’iperonimo di ordine), questo articolo, evidentemente, non parla di voi.

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Livello1: pianto isterico.
Se sei un giovane bocciolo di virginea virtù (o insomma, di quel che ne resta), è probabile che tu non abbia mai sentito parlare di comando di relé o di centraline di controllo. Gran peccato, perché proprio adesso sarebbe il caso di sapere come si chiamano entrambe Queste Oscure Materie nella tua lingua di arrivo. Ah, sai la sinonimia che ti piace tanto e che fa vedere che i tuoi 10 in italiano alle elementari erano più che meritati? Scordatela. Non gliene frega a nessuno di quanti modi usi per dire “applicare”. Dillo e basta, che l’industria deve andare avanti e non aspetta certo te che ti fai bella.

Stopcrying

***

Livello2: il dubbio.
Per te che sei abituato a soppesare ogni termine manco fosse un sacchetto di dobloni d’oro, dover buttare giù la parola o la struttura frastica giusta al primo colpo ne fa venire uno a te, di colpo. Cominci a dubitare anche della tua stessa esistenza: “caspita ma questo verbo si dice così? Questa preposizione idiotissima che non sbaglio da quando avevo otto anni, siamo veramene sicuri che si usi proprio in questa collocazione?”. Perdita di ore ed ore a spulciare grammatiche e dizionari, e ovviamente , si diceva esattamente come pensavi tu.

Doubts

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Livello3: l’Onnipotente.
“Se fin qui tutto quello su cui ho dubitato andava bene, vuol dire che in generale posso essere di manica più larga, con la revisione. Forse sto andando meglio di quanto non pensassi”.
Ivi iacet.

onnipotente

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Livello4: il falso amico.
Tematica oltretutto molto attuale, per me. Il falso amico ti circuisce, ti fa abituare alla sua presenza, e poi te la mette in quel posto. Vorresti ricontrollare le novemila occorrenze di functioning, e possibilmente anche sostituirle tutte con il sostantivo adeguato, gentilmente?

obama

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Livello5: che typo…!
Contatore esiste, quindi contattore con due t è un typo.
Ah no, anche contattore con due t esiste.
Anzi, nel mio macchinario esistono contattori e contatori insieme, e fanno anche cose simili.
Honolulu arrivo.

honolulu

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Livello 6: il Maestro Yoda.
Lingua italiana perfettamente tutti parlare. Lingua italiana scrivere facile. Testi tecnici lingua aliena forse essere. Mistero della fede. Dizionario poco utile grammatica lasciamo stare. Lessemi sul foglio spargugliati. Squaw niente legna procurare.  Al tavolo testate picchiare.

yoda

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Livello7: l’Amanuense
Rilettura numero 4, dal Vangelo secondo lo maledetto ingegnere che tal scempio compose a suo solo personal sollucchero. Un tempo ricontrollai una per una tutte le quattromila stringhe che componevano isto testo, intento ne lo compito de rimirar la virgula in ogne sua apparitione. Financo lo punto de li numeri decimali giunsi a porre in dubbio, et anco mi domando se illa etichetta cum imago ben n’andasse di per sé sola, o se alcuna cosa potea in essa per mia mano perfettionarsi.

fra tuck

***

Livello8: ChaChaCha
Extra blank space detected
*canc canc canc*
Space before and after tag missing
*ins ins ins*
Additional blank space after tag
*canc canc canc*
Extra space after tag
Sì, senti, what the actual f*ck.

beyoncé-single-ladies-o

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Livello9: il Palmipedone.
“Papi, perché non riesco più a piegare il pollice e l’ultima falange dell’anulare?”
– Sono microversamenti interni da trauma, tipo ematomi. Si riassorbiranno da soli, ma a lungo andare potrebbe venirti una bella artrite di quelle grosse. Come hai fatto a scassarti l’anulare, però, lo sai solo tu. I Sapiens-Sapiens li usano pochissimo. Hai usato molto il PC, di recente?
*Controlla la distanza fra Ctrl e Ins/Canc e si deprime*

Palmipedoni

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Livello10: Full Metal Jacket.
Dopo sei giorni sullo stesso lavoro il tuo corpo scende dal letto autonomamente alle sette, si mette su due caffè e si urla da solo allo specchio “BUONGIORNO, SACCO DI MERDA“. Poi fa quattro giri di corsa intorno al tavolo, e alle 8.30 precise comincia a lavorare. Otto ore minimo al giorno, e a letto prima dell’una.
Ti chiedi che fine abbia fatto la piccola hippy che viveva in te (abusivamente), quella che a letto prima delle 3.30 è per i deboli, che andava avanti a yerba mate e a sonore dormite pomeridiane. Ma vieni immediatamente richiamata all’ordine dal gendarme che ha preso il suo posto. Dieci cartelle al giorno per tutta l’eternità. Sissignore.

fMJ

***

Game Over: Max Pezzali.
Io d’istinto te lo direi: ma con uno del genere, che cazzo ci fai?
Però, in fondo, è giusto così, perché sono sicuro che con quello lì
Bella, non ti passa più, te la sei voluta tu,
vuoi la bicicletta, e poi
pedalare, c*zzi tuoi.

Keep Calm Bicicletta

Wendy

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