Psicologia della traduzione: Die Another Day

Ieri abbiamo avuto la (mia) prima lezione di psicologia della traduzione. Se state ridendo vi capisco, sapete. Anch’io ho avuto la stessa reazione  quando ho visto il corso sull’orario del master. Invece è stata un’esperienza che giudicherei paranormale.
La prof (che ovviamente non vuole farsi chiamare prof, e che ovviamente continuo imperterrita a chiamare prof) ci ha chiesto di fare un collage. Considerando che anglisti e ispanisti congiunti hanno un’età media galoppante verso gli enta che mi fa sempre sentire tanto giovane, mi sono sentita una deficiente. Questo al netto dell’immediato ricordo della mia buonanima professoressa di arte delle medie, che alla consegna della mia tavola di collage mi aveva guardato come se avesse appena pestato una grossa cacca. Ma siccome all’epoca (stiamo parlando dei miei undici anni) ero convinta che mi sarei sposata il Principe Filippo, mi ricordo molto bene come era fatta la sua, di tavola collage, quindi ho cercato di prendere ispirazione dalle di lui fatiche, almeno concettualmente parlando*.
Ho qui sott’occhio il risultato, e per quanto all’inizio non avrei dato cinquecento lire a Questa Oscura Materia (ricordatemi che devo recensire quella schifezza di trilogia), lo sto studiando da quando sono tornata a casa perché, onestamente, mi spaventa alquanto. E mentre tutti hanno parlato di pace interiore, tranquillità, paesaggi naturali e cinque sensi che fluiscono in ognidddove (ho sentito chiaramente qualcuno pronunciare le parole essere e divenire, o essenza apparenza, ora non mi ricordo), io ho parlato di questo. Vincete lo schifo e cliccateci sopra per ingrandire.

Cuore

Natura morta di traduttrice piagnona con slanci romantico-diabetici tendenti al suicidio e molti cuori

SPIEGAZIONE: Il punto focale dovrebbe essere la tipetta insgabellata al centro, che sarei io. Tutto intorno ci si alterna fra le cose che amo e quelle che mi mancano, tipo mia sorella/la mia migliore amica, che sono entrambe a vivere all’estero e a farsi una sonora carriolata di cavoli propri (Ivy ti odio-Clippy ti odio). C’è una che piange, in onore della mia amica Liv con la quale condivido la malsana (?) abitudine di piangere quasi quotidianamente. C’è meno caffè di quanto avrei immaginato, ed evidentemente rivoglio il mio baule di scarpe. Golden è intesa come quella degli Switchfoot, non di Mika. Gli inspiegabilissimi cuori mi inquietano e basta.

La cosa veramente preoccupante è che secondo la prof, questo coso dovrebbe essere il nostro modo di tradurre. Il che mi farebbe sentire una babbea, se non fosse che ho la lacrima appesa da quando ho composto questo scempio. La sensazione più vicina a quella che provo guardando coso è quella di chi apre il forno e ci mette subito la faccia sopra per controllare in grado di cottura della torta. DOLORE ALLUCINANTE RICHIUDILO IMMEDIATAMENTEMa soprattutto: la consegna era “immagini che vi comunicano calma”, e io ho vomitato me e tutte le mie frustrazioni incorniciandole nello scotch di carta e mettendo una didascalia a ciascuna.
Non so se questo implichi che devo cominciare a scrivere, o piuttosto a darmi all’ippica.
Ad ogni modo, a parte le mie clamorose boierie, ho il piacere di informarvi che la psicologia della traduzione funziona. Detto da colei che non crede nemmeno di essere al mondo, è vero. E adesso vado ad aprire la seconda birra.

Psicologia della Traduzione

Come ci si sente dopo quattro ore di Psicologia della Traduzione.
#SigmundFreudAnalyzeThis #StopHurtingYourselfWendy

Wendy

Il Principe Filippo

*Il Principe Filippo all’epoca aveva undici anni e aveva fatto una tavola bellissima sulla guerra del Kosovo. Alla fine non me lo sono sposato, mannaggia la sorte. Però dalla sua tavola ho imparato a scegliere cose che c’entrino con l’argomento trattato, che è comunque una conquista importante. Anche i suoi occhi turchese erano qualcosa di importante. Comunque ho controllato da poco, e lo sono ancora.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s