American breakfast senza lattosio (ma con Loki)

Sì, lo voglio.

Sì, lo voglio.

Oggi ho imparato un nuovo mestiere: quello del localizzatore di videogames. Per meglio dire, quello del revisore di videogames localizzati. C’è più da ridere che a guardare Tom Hiddleston/Loki e  tutte le sue irresistibili gag nell’ultimo film di Thor. Se ve lo state chiedendo, sì, sto palesemente facendo la sostenuta. Me ne ricordo mezza, di gag di Loki. Il resto del film l’ho passato a pensare che prima o poi qualcuno dovrebbe regalarmi Tom Hiddleston con in mano un mazzo di rose pesante quanto me. Ma sto divagando. Trovo divertente e catartico insegnare ai francesi la differenza fra casseruola padella a suon di tabelle (di Pages) e figurine illustrative.

Ma parlando di padelle e di catarsi, i grandi protagonisti di questa settimana torinese sono stati i pancake, il piatto più amato da donne di un certo livello quali Matilda sei Mitica e la mia coinquilina psicologa. La quale però è allergica al lattosio. Ma Wendy SuperAzdora non si fa intimidire da queste bazzecole. Dopo essermi diretta di gran carriera verso il reparto di Valsoia e aver fatto scorta magna di margarina (che fra l’altro ahimè mi è rimasta come pessima abitudine da Londra e Dublino, ergo morirò per un ingorgo di grassi idrogenati che neanche bere Mr Muscolo a canna dalla bottiglia mi sgorgherà mai dalle coronarie), sono tornata a casa e, con la stessa pomposità di Dustin Hoffman in Profumo, mi sono apprestata a preparare la mia sopraffina opera di gran gourmet.

Angry_e716d1_201986Prendete le uova e rompetele in una ciotola. Calcolate un uovo a testa, se mangiate molto o se volete fare dei pancakes che siano un po’più grandi di una moneta da venti centesimi. State attenti alle uova piemontesi: sono infatti rivestite sotto il guscio da un polimero plastico che non si rompe nemmeno contro il coltello, la forchetta o la testa delle vostre coinquiline. Se le vostre uova provengono dal deretano di galline piemontesi, usate un trapano con la punta del 16.
Aggiungete la farina, all’incirca due cucchiai per uovo. Si mette prima l’uovo poi la farina perché secondo un’antica leggenda romagnola, l’ordine inverso provoca il formarsi dei grumi, la caduta dei denti, l’invecchiamento precoce della pelle e l’impotenza (se il cuoco è maschio). O almeno, dopo il terrorismo psicologico che mi ha fatto mia nonna fin dall’infanzia, sono quasi certa che sia così. Comunque sia, i grumi si formano lo stesso. Se la farina la setacciate, i grumi un po’si spaventano e se ne vanno, ma qualche coraggioso rimane sempre a dare fastidio. Quindi non fate preparare i pancakes a vostro marito, tanto per stare sul sicuro.
Versate mezza bustina di lievito in polvere. Se ne versate una intera vi viene una specie di flubber fritto alto quattro dita, buono per lavarci la macchina, ma questo dipende da gusti e necessità, non mi metterò certo qui a discutere. Mescolate il tutto con la frusta elettrica acerrima nemica dei grumi. Se siete degli universitari squattrinati conciati come il celeberrimo Picaro, pigliatevi due forchette e tanto olio di gomito. A questo punto il vostro preparato tenderà a camuffarsi da torta margherita, ma voi non fatevi ingannare e sfoderate il latte di soia (non chiedetemi la quantità, ve ne prego). Ricordatevi che non stiamo cucinando le crêpes, i pancakes hanno un po’più di carattere e spina dorsale. Forse anche più di molta gente con cui sono uscita io negli ultimi tre anni.
Quando avrete ottenuto un composto denso, mettete la padella sul fuoco, ungetela con la margarina (se per il burro si dice imburrare, come si dirà per la margarina?) e cominciate a versare quantità di impasto sufficienti a coprire il fondo della padella. Vi ricordo la scena dell’autolavaggio. E mi riferisco a questo tipo di autolavaggio, così imparate a non dare retta quando vi spiego le ricette.

Ovviamente mi sono dimenticata un passaggio: se avete intenzione di spaccarvi di Nutella e/o marmellate, aggiungete un cucchiaio di zucchero ogni uovo prima di aggredire l’impasto con le fruste elettriche. Se, come noi, preferite i pancakes salati, aggiungete un pizzico di sale. Suppongo che i 3/4 delle cose che ho detto siano categorizzabili sotto l’etichetta “buonsenso“, ma comunque.


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Riassumendo:
– 1 uovo a testa
– 2 cucc. di farina per ogni uovo
– 1 cucc. di zucchero per ogni uovo (per pancakes dolci)
– 1 pizzico di sale (per pancakes salati)
– 1 cucc. di zucchero per ogni uovo e un pizzico di sale (per pancakes schifosi)
– 1/2 bustina di lievito
– Latte di soia (Latte di latte se non siete intolleranti o allergici al lattosio)
– Margarina (burro, idem come sopra)

La cosa curiosa è che il dettaglio che più ha appassionato SuperIT sono state le uova, a detta sua impossibili da ottenere in quella precisa foggia. Non credo di essere migliorata rispetto all’ultima ricetta che vi ho spiegato, quindi probabilmente la Benedetta mi sta battendo. Non avrò mai un libro con me sorridente in copertina. Meglio così, ho il gengi smile.

Non c'è mai abbastanza Loki in un post.

Non c’è mai abbastanza Loki in un post.

3 thoughts on “American breakfast senza lattosio (ma con Loki)

  1. consiglio/modifiica/contributo : se separate le uova e montate i bianchi a neve prima di unirle al composto finale, verranno super spessoni e morbidini!

    mmmmmmmm pancakes…. cheggioia….

      • io ho improvvisato una torta ieri per le Tende di Natale dell’Avsi di quest’anno usato un MINIPIMER. Come tu ben sai purtroppo non resisto a stare da sola in cucina senza della buona musica e mi sto ritrovando schizzi di uovo+zucchero ovunque.. forse era meglio la forza meccanica…

        Te li farò post-capodanno allora😉

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