Matematica per traduttori (non aprite questo post)

C’è stato un momento nella mia vita in cui, oltre alle lettere e alle parole, sapevo usare anche i numeri. Ma come ho già avuto modo di dirvi, forse per colpa della terribile Suor Loretana il mio disamore per le cifre arabe è cosa nota da un numero di anni probabilmente quantificabile nell’ordine delle decine. Mi piace pensare che tutto lo spirto scienziato ch’entro mi rugge, del quale non ho usufruito alla mia nascita, sia rimasto in qualche modo nel grembo di mia madre. È per quello che mia sorella Due fa il chimico, ma si esprime in inglese con la stessa poetica raffinatezza di Me name is Potato. La mia professoressa di matematica mi ha praticamente dettato lo studio di funzione durante la terza prova della maturità, per dire. Io delle funzioni matematiche mi ricordo solo il fastidio di non riuscire a scrivere una corsivo minuscolo che non sembrasse disegnata da un palmipede. Ho sempre pensato che non fosse poi così importante, perché Due ci sarebbe sempre stata per risolvere i miei problemi, nel senso letterale del termine.

Fino ad oggi.

Scrat

Il professore di informatica del master si è messo in testa di volere a tutti i costi insegnarci da zero le funzioni. Ho provato a chiedere di ricominciare dai regoli, mi ha detto che in segreteria non ne hanno per tutti. Stessa cosa per le fettucce e i temperini per re-imparare gli insiemi. Fanno parte dei tagli della riforma Gelmini, a quanto pare.

Donald

Tutta la matematica che so la devo a questo cartone animato.

Apro Excel, il Mac crasha istantaneamente. Rifletto sul fatto che l’ultima volta che ho affrontato cose del genere ero un’adolescente piena di vita e di ormoni, e che se non faccio più danza e matematica, un motivo ci sarà.

Il prof mi chiede come sono solita calcolare il ricarico percentuale quando emetto fattura. Lo osservo cercando di capire da che parte si guarda, lui e la sua domanda.
“Con la calcolatrice…?”
“Sì, ma che calcolo fai?”
ics per ipsilon fratto cento?”
“Brava, adesso scrivilo su Excel”.
Error: 509. Che aliquota strana.
“Ma no, sciocchina. Devi scrivere A1+A1*B1/100”.
“Ma non mi ammette le parentesi quadre…”
“Certo, non esistono le parentesi quadre. Devi metterne due tonde”.
Grazie per avere ucciso una delle poche certezze che mi erano rimaste nella vita.

Poi compare un pugno di dollari, e la lezione si trasforma in un western incastrato in una tabella .xlsx.
“Con i dollari vincolate la riga o la colonna. Poi potete reinvestirli, ma vi sconsigliamo gli immobili, che adesso non vanno di moda. Trascinate la crocettina della casella e copincollate tutto in Irlanda, che è come la Svizzera, ma con la Guinness e Yahoo!. Se siete bravi, con i dollari potrete comprarvi una tavola pitagorica. Su, provateci”.
“A me è venuto fuori questo”.

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Pappe Satan Aleppe

“Questo è quello che succede a fare investimenti sbagliati. Prova a reinvestire meglio i tuoi dollari”.
Arriva in aiuto Lu, che con un prestito a tasso fisso rimborsabile in 25 anni mi finanzia una =$A5*F$1. A ventisei anni, è il secondo 
mutuo che mi trovo ad accendere. Sono queste le cose che ti fanno sentire adulto.

FlynnPoi Excel si mette a fare il viscido, e ci prova con me su Twitter: #NAME?
Ma levati, schifoso.

Il professore chiede di scrivere dieci numeri compresi in un intervallo fra 1 e 100. La Fata Serenella mi prende le pulsazioni e mi controlla la febbre. Solo quando mi indica che in casella A5 ho scritto 106 capisco che i miei neuroni stanno cominciando a sibilare come le aragoste quando le butti in acqua bollente.

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Un recente scatto di Wendy

Dopodiché arriva i colpo di grazia. “Ma alla vostra età, è mai possibile non saper fare ancora i calcoli percentuali?!“, proprio oggi, che ho trovato ben due capelli bianchi della mia ciocca da Rogue, che non si vuole arrendere alle pinzette.

Sto sudando. Però, stoica come uno spartano alle Termopili, affronto con un sorriso le colonne colorate che mi stanno provocando un attacco epilettico. C’era un motivo se non ho studiato scienze o non sono mai diventata la Dott.ssa Wendy, come voleva mio padre, e fortunatamente c’è ancora. Che vuol dire che, per quanto probabilmente affonderò come il Titanic al finale di informatica, almeno ho la conferma che la strada che percorro è quella giusta.

Wendy

PS: Qui potrete trovare la parte bella della matematica, quella che piace anche a me. Ovvero musica e parole.
PS*A$2: Il mio professore non mi chiamerebbe mai sciocchina. Non in piena faccia, perlomeno.
PS+(PS*A$3): Nessuna aragosta è stata ferita per scrivere questo post. Sono di padre anestesista, prima le si addormenta nel congelatore, poi si cucinano. Ma comunque, a me non le ha mai preparate.

3 thoughts on “Matematica per traduttori (non aprite questo post)

  1. Il panico dipinto sul tuo viso per tutta la lezione e le fibrillazioni ventricolari fisse. Credo che vedere un thriller ti faccia meno effetto.

  2. Pingback: Voi siete qui – Piccola guida prima di buttarsi | Kiss the Translator

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